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Seminario FOCUS

Eventi

L’iniziativa denominata, appunto, “Focus sulla realtà giovanile della Provincia di Isernia: problematiche ed aspettative” è stata organizzata dall’Amministrazione Provinciale di Isernia, dall’Assessorato alle Politiche Sociali, in collaborazione con l’Ascos Onlus e con l’Osservatorio Provinciale dei Fenomeni Sociali, ha permesso di capire qual è l’opinione dei giovani rispetto a problematiche di estrema attualità.

In particolare, sono state analizzati da professori universitari e altri esperti i dati emersi dai gruppi di lavoro, proponendo alcune soluzioni. Per quando riguarda ad il problema delle dipendenze da sostanze lecite come alcol e sigarette è stato proposto di limitarne la diffusione mentre per le droghe è stato suggerito di aumentare la prevenzione. Mentre per quel che riguarda il rapporto con i genitori, il bullismo e i professori è stato evidenziato come all’interno del nucleo famigliare i ragazzi si sentono amati, ma spesso viene delegata la loro educazione alla sola istituzione scolastica che da sola non ce la fa ad assolvere a questo compito. Di qui anche il loro rifugiarsi nei mezzi di comunicazione di massa su internet come ad esempio Facebook. E proprio il ruolo della comunicazione digitale, è stato quello che ha suscitato maggior interesse tra i ragazzi.

Pur mettendo in rilievo come a volte l’utilizzo di questo mezzo possa portare all’alienazione dell’individuo è stato in ogni caso giudicato il migliore per sviluppare la cosiddetta “partecipazione orizzontale”, ossia la richiesta di essere protagonisti in prima persona delle decisioni e non di recepirle solo passivamente dall’alto. Argomento questo strettamente connesso anche al discorso riguardante le istituzioni, la politica e la religione. Tre settori della vita sociale ai quali i ragazzi hanno chiesto di parlare un linguaggio più chiaro e che dia la possibilità di coinvolgere anche loro.

Per quanto riguarda, infine, il lavoro la scuola e il tempo libero i giovani hanno dichiarato rispettivamente di: non conoscere i centri all’orientamento al lavoro; non riconoscere la scuola come istituzione e che gli insegnanti non assolvono bene al loro compito; di non essere soddisfatti dei luoghi di aggregazione esistenti. Hanno chiesto quindi più luoghi di aggregazione.


Estremamente soddisfatto per quanto emerso nella due giorni di lavori al fianco dei giovani il presidente della Provincia, Luigi Mazzuto. “Con questo convegno che ha visto la partecipazione diretta dei giovani – ha dichiarato Mazzuto – abbiamo centrato lo scopo principale che ci eravamo prefissi: quello di capire le loro esigenze, i loro bisogni e le loro proposte per programmare assieme un percorso di sviluppo culturale ed economico della Provincia. Il nostro intento è infatti quello di valorizzare il territorio dando delle risposte concrete di natura economica e sociale. Questo confronto con i ragazzi– ha continuato il Presidente – deve essere solo l’inizio di un cammino con i giovani al termine del quale faremo tutta una serie di proposte progettuali da presentare al Governo e la Regione per decidere assieme lo sviluppo della Provincia”.

E proprio sul ruolo della partecipazione alla e nella politica, dell’educazione e dello sviluppo si è concentrato anche l’intervento del Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Pasquale Viespoli (nella foto ia siinistra con Luigi Mazzuto). “La scuola, la famiglia, le istituzioni, l’università, il lavoro – ha sottolineato Viespoli – sono scollegate. La sfida della politica deve essere quella di ricreare una filiera che possa tornare a unire queste categorie sociali. Solo così potremmo tornare ad educare nel giusto modo i giovani. Non si può delegare solo alla scuola questo ruolo. Me è importante – ha proseguito il sottosegretario - anche riformare il nostro welfare attraverso un nuovo patto intergenerazionale nel quale vengano destinate più risorse ai giovani e meno alle pensioni. L’impegno del Governo va in tal senso e abbiamo avviato importanti riforme come quella dell’apprendistato nella scuola. Bisogna, inoltre, pensare a uno sviluppo che parta dalle tradizioni e che sappia valorizzare le differenze, recuperando i valori fondanti della nostra storia. Credo che questa iniziativa organizzata dal presidente Mazzuto – ha concluso Viespoli – ha avuto il grande pregio di far sentire i giovani partecipi e le istituzioni di loro proprietà”.

Per il Prefetto Raffaele D’Agostino il convegno organizzato dalla Provincia ha, infine, segnato un punto di svolta per ciò che attiene l’impegno concreto delle istituzioni contro il disagio giovanile. “Con questo lavoro – ha affermato il prefetto – potremo rimodulare la nostra azione di prevenzione nei confronti del disagio giovanile. Questo approccio diretto del mondo istituzionale con i ragazzi dovrà continuare costantemente anche attraverso rapporti informali”.


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